PRIVERNO – CAPOSELE: Un legame che si rinnova nel tempo.

DSC_4627Il 6 marzo scorso, una delegazione della Pubblica Assistenza Caposele, del Forum dei giovani ed il Vicesindaco di Caposele, Donato Cifrodelli, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale è stata ospitata dalla comunità di Priverno, nel quadro di eventi realizzati dalla locale Amministrazione in onore del Santo Patrono, San Tommaso D’Aquino.

In questa occasione è stato rinsaldato il gemellaggio tra il Comune di Caposele e quello di Priverno avvenuto nel dicembre del 1980, e si è, inoltre, stipulato un nuovo gemellaggio tra il gruppo di Protezione Civile della Pubblica Assistenza di Caposele e il gruppo di Protezione Civile “Centro Operativo Circe” di Priverno, tra il Forum dei Giovani di Caposele e il Consiglio dei Giovani di Priverno.

È stata una giornata particolarmente densa di avvenimenti ed emozionante, in quanto, sul filo di ricordi di avvenimenti tragici, ma improntati ad un forte spirito di vicinanza e di Solidarietà, si è rinnovata l’amicizia che lega due Comunità apparentemente diverse, ma animate dalla reciproca volontà di rinsaldare i legami nati nel lontano 80, proiettandoli nel futuro con attività che vedranno l’Amministrazione Comunale, la Pubblica Assistenza Caposele ed il Forum di Caposele impegnati in  iniziative di interscambio.

Chi, come me ha partecipato all’incontro del 6 marzo, non ha potuto non farsi trascinare dal ricordo di quando la colonna di Priverno (costituita da 19 persone e cioè un’equipe medica, tecnici, animatori culturali, volontari, dipendenti comunali e dipendenti dell’ASL LT/4) all’alba del 30 novembre giunse a Caposele, ed installò un campo-tenda a S. Caterina, campo utilizzato come mensa, come luogo di accoglienza per circa 40 bambini e come punto dal quale far partire l’assistenza diretta alle famiglie contadine rimaste in loco, nonché come punto di censimento dei nuclei familiari, delle abitazioni sparse e del patrimonio zootecnico al fine di favorire la programmazione di interventi futuri in concerto con il Comune di Milano.

Il campo di S.Caterina rimane comunque nel ricordo di molti come “il luogo dei bambini e dei ragazzi” nei confronti dei quali gli animatori si prodigavano per far ritrovare, pur nella tragicità di quei momenti, situazioni di normalità: una grande Ludoteca all’aperto diremmo oggi.FOTO ARCHIVIO LA SORGENTE

Per fare in modo che la memoria di quei momenti non vada perduta, per fare in modo che il terremoto non rappresenti lo spartiacque tra il prima e il dopo, è necessario colmare questo spartiacque con il ricordo di quella grande ondata di Solidarietà che oggi stentiamo a manifestare anche nei piccoli gesti quotidiani.

Forse così il sogno di Salvatore Capirci, di realizzare a S. Caterina una piccola opera rappresentante un girotondo di bambini, potrà avverarsi e potrà servire a noi come ricordo e come monito e alle future generazioni come riscoperta di quei  valori di condivisione e di Solidarietà che il terremoto sembra aver sepolto sotto le tante macerie di allora.

Alagia Cesara Maria
Presidente Pubblica Asisstenza Caposele


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